Trattamento di Impregnazione del Legno

   La gente ama ed apprezza vivere e lavorare in ambienti decorati e rivestiti in legno, apprezza il suo calore e l’espressione unica di naturale bellezza non paragonabile a nessun altro materiale di origine minerale o sintetica. Queste qualità sono tuttavia penalizzate da un unico fattore: la durata.
 
Poiché il legno viene attaccato più o meno rapidamente da agenti atmosferici e biologici come funghi, insetti e batteri, si è preferito selezionare ed impiegare essenze legnose “naturalmente” resistenti. La continua richiesta di queste specie ne ha ridotto considerevolmente la disponibilità ed aumentato il prezzo. Da qui la necessità di utilizzare legni meno duraturi ma più economici, applicando però dei trattamenti efficaci ad incrementarne la naturale resistenza.
 
Il legno può essere conservato proteggendolo chimicamente contro il deterioramento. Fin dall’inizio del secolo scorso sono state tentate le prime applicazioni di prodotti preservanti in autoclave con esiti molto incoraggianti. Da allora molti progressi sono stati fatti sia nella realizzazione di autoclavi sottovuoto per eseguire il trattamento, sia nell’introduzione di prodotti sempre più idonei allo scopo.
 
Attualmente, con lo sviluppo e la ricerca della chimica moderna, sono disponibili sul mercato nuovi sali che garantiscono un’ottima protezione del legno trattato ed un basso impatto ambientale. Le ragioni di questa crescita sono molteplici e riconducibili a quattro punti essenziali:
– l’offerta ridotta ed il costo elevato delle essenze “naturalmente” più resistenti;
– il continuo aumento della domanda di legno come materiale da costruzione e per uso agricolo in stalle, recinzioni box, ecc.
– le normative che prevedono in sempre più casi l’impiego di legno trattato (imballaggi, arredo urbano, ecc.);
– nuovi impieghi nell’ambito dell’arredamento da esterni Apposite superfici di rivestimento, però, come impregnanti e vernici applicate a pennello, a spruzzo o per immersione, possono proteggere dall’azione degli agenti atmosferici, ma non assicurano una buona difesa contro insetti, funghi o tarli.
 
Come è noto, la naturale conformazione del legno non ne fa un materiale idoneo all’impiego in ambiente esterno. La sua composizione (20-30% lignina, 40-50% cellulosa, 20-24% di idrati di carbonio) lo espone ad “agenti di degradazione” che iniziano la loro azione in condizioni di elevata umidità ambientale e temperatura compresa tra i 10 e i 40°C. Funghi, muffe e batteri trovano un terreno propizio per il loro sviluppo, mentre i raggi ultravioletti presenti nella luce solare decompongono per via fotochimica la lignina, rendendola solubile all’acqua.
 

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